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Le balene nel Mar Mediterraneo

Navi che vanno troppo veloce, reti da pesca illegali, cambiamento climatico, sonar militari, rumori antropici, inquinamento da idrocarburi, plastica alla deriva: il blu intenso del Mediterraneo rischia di diventare un grigio opaco, un luogo sempre meno ospitale per due degli animali più grandi di questo pianeta: la balenottera comune e il capodoglio che nel nostro mare vivono da sempre.

Sono entrambi cetacei, associati nel gergo comune dalla parola balena, ma sono tra loro molti diversi.

La balenottera è un misticete,  nella sua enorme bocca non ci sono denti ma fanoni simili a filtri con cui catturano il plancton; il capodoglio è un grande odontocete, ha denti lunghi fino a quindici centimetri, va ghiotto di calamari e con Herman Melville e il suo Moby dick è entrato nella leggenda: era di fatti un capodoglio bianco l’ossessione senza pace del capitano Achab. E un rarissimo capodoglio bianco è stato più volte avvistato in questi anni nelle acque di Tavolara, nel santuario dei Cetacei, a testimonianza di quanto sia sempre più importante l’istituzione di aree marine protette per la tutela della fauna marina.

Sia la balenottera che il capodoglio vivono nelle nostre acque, a poche miglia di distanza da dove trascorriamo le vacanze estive. Eppure il luogo dove hanno scelto di vivere, il Mare Nostrum è pieno di minacce, che ne mettono a rischio la stessa sopravvivenza. Noi guardiamo il mare con occhi diversi dai loro e spesso non ci accorgiamo dello scempio che sta accadendo.

Il mare è un luogo tutt’altro che silenzioso; è in costante aumento il rumore generato dalle attività umane come le navi  porta container, le barche da diporto, i traghetti. L’inquinamento acustico condiziona fortemente la vita dei capodogli che navigano e cacciano tramite i suoni. Un’altra minaccia sono le spadare, lunghe reti derivanti che nel loro percorso, spinte dalle correnti, intrappolano tutto quello che incontrano: sono più di duecento negli ultimi anni i capodogli morti imprigionati in queste reti, che sono state dichiarate illegali dalla comunità Europea.

La prima minaccia per le balenottere sono invece le collisioni con le imbarcazioni, per questa ragione l’Istituto Tethys ha avviato il Progetto collisioni, allo scopo di individuare misure efficaci per la mitigazione del problema.

Ci sono invece ancora aspetti che non conosciamo. Come stanno reagendo le balene ai cambiamenti climatici in atto sul pianeta Terra?

È doveroso, nell’anno in cui si celebra la Biodiversità, fare qualcosa per la tutela di questi animali e per conservare un luogo unico come il Mediterraneo.

http://www.tethys.org/

http://www.tethys.org/collisioni/index.htm

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Filed under: Uncategorized

One Response

  1. Alberto Zaccagni ha detto:

    oggi ho avvistato una balenottera a 5 miglia N di Pantelleria.
    un altro grave problema che nel canale di sicilia rischia di estinguere i cetacei e non solo sono le ricerche di irocarburi fatte con gli air gun.
    noi stiamo portando avanti una lotta conto la concessione di queste ricerche che il ministero dell’ambiente avalla dando positivo al VIA di tali ricerche. Le esposioni degli air gun avendo una frecunza dannosa per tutti gli essere viventi sono un gravissimo danno per la salvaguardia del bene comune che è il nostro mare e i nostri progenitori pesci.
    Il nostro sito http://www.unpuntonelmare.wordpress.com è una traccia del nostro impegno.Firmate la carta salata.
    Attendo contatti per una seria lotta comune-Alberto Zaccagni

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